The Who. A little million memories. Ricordi di una rock’n’roll band

Se si vuole conoscere un po’ della storia del rock, passare attraverso i lavori degli Who e da questo libro è assolutamente necessario, anche per tutto il materiale inedito in esso contenuto. Gli Who sono da sempre considerati tra le band più influenti nella storia della musica rock grazie anche al loro approccio di natura progressive ai suoni, quasi sempre aggrediti con maestrìa. Basti a ciò pensare ad opere musicali mastodontiche come lo sono state Tommy e Quadrphenia 

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The Cure – Pornography

In una delle nostre precedenti recensioni sui The Cure avevamo parlato di una sorta di sconforto che lentamente coinvolgeva, per problemi strettamente personali, ogni elemento delle band inglese. Questa sorta di flagello personale, dopo la pubblicazione di Faith aveva condotto i The Cure a pensare alla realizzazione di un lavoro

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The Cure – Faith

Nel 1981, in un’intervista, il leader dei The Cure, band della quale ci stiamo occupando ora, dichiarava “Ho sempre cercato di scrivere un album che fosse unitario, che spiegasse una certa atmosfera nel suo insieme, perché se vuoi esplorare qualcosa, per farlo ti serve più di una canzone”.

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Il Segno Del Comando – L’Incanto Dello Zero

Un viaggio tra dark e progressive che in alcuni momenti richiamano il sound di gente come i Goblin, un incrocio sublime, come sempre, di musica e testi ricercati: questo quello che rende  il nuovo lavoro della band genovese de Il Segno Del Comando una produzione a tutto tondo, come solo loro sanno fare.

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The Cure – Seventeen Seconds

Seventeen Seconds venne pubblicato ad aprile del 1980 con una grossa novità rispetto ai precedenti lavori. Infatti fu in questo disco che vennero inserite per la prima volta le tastiere che modificaro un po’ il sound della band. Le sonorità sono sempre più rivolte ad un post punk elaborato tanto da sembrare, a volte, una sorta di marcia funebre che fa da sfondo ai testi.

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Alibi – Alibi

Ci troviamo qui di fronte ad un esordio davvero particolare per il sound che gli Alibi sono in grado di scatenare, grazie a quel italico rock che va soltanto apprezzato. E per quanto il suono di questa band possa davvero stravolgere le vostre orecchie, ci sembra che i ragazzi di San Marino abbiano a riferimento sonoro band come Le Vibrazioni ed i Subsonica.

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The Cure – Three Imaginary Boys

Tra post-punk e new wave il ritorno dei The Cure è uno tra quelli più attesi del 2019. Ed è proprio in attesa di Robert Smith & C. che ci prendiamo la libertà di ripercorrere la loro carriera attraverso i dischi che recensiremo qui cercando, per quanto possibile, di condurre i nostri lettori in quel viaggio che, più di una volta, attraverso l’ascolto (ed un lontanissimo 30 novembre 1987 al Palasport di Firenze che ci riporta davvero al glorioso passato) abbiamo fatto con vero entusiasmo.

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Gli album 2018 che son piaciuti di più ad areARock

Il 2018 non è poi stato tanto un anno prolifico per alcuni generi, nonostante ciò però siamo riusciti ad ascoltare tanta di quella musica che abbiamo deciso di proporre una nostra, personale, graduatoria dei preferiti. E questi lavori viaggiano dal progressive alla psichedelia, dal rock alle raccolte, alla ricerca ed alla filosofia musicale. 

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AABU – Abbiamo Ancora Bisogno Di Urlare

Gli AABU sono un gran bel gruppo rock fedele, come dicevano i C.C.P.P. alla linea, tant’è che con il solo crowdfunding sono riusciti a produrre il loro secondo lavoro Abbiamo ancora bisogno di urlare, un  album forte, il cui maggior pregio è stata la registrazione in presa diretta che qui si sente tutta.

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