Darman – Necessità Interiore

Dario Mangiacasale giunge a questo suo terzo lavoro con la pubblicazione, avvenuta il 3 aprile scorso, del suo terzo albumdal titolo Necessità Interiore e sempre sotto lo pseudonimo di Darman. Dieci brani del bravo cantautore calabrese, ma che vive a Torino, che viaggiano tra distorsioni di chitarra e strumentazione elettronica giocando su alternative rock ed elettronica quasi classica. Sul totale dei dieci brani presenti in Necessità Interiore solo due sono propriamente strumentali, ma andiamo con ordine. Il pezzo di apertura, Pubblicità Riflesso, colpisce subito per il rock con cui si presenta dove la chitarra di Darman è protagonista assoluto insieme al basso di Tommaso Donato che nell’introduzione sprizza potenza da tutte le parti, come accade poi successivamente per la chitarra. E se questa è la presentazione provate ad immaginare cosa potrebbe accadere in seguito; ed infatti sembra che qui ci aspetti rock ad alto potenziale dannoso. Viaggio Miraggio parte alla Subsonica, almeno per la voce, mentre il testo induce a pensare a tutto ciò che si chiede alla vita di positivo, eliminando per quanto possibile quelle inconsce paure che ci opprimono. In Splash invece, che racconta l’amore di un musicista per una pittrice, siamo in presenza di un’energica musicalità che sa mantenere vivo quanto di bello può esserci in una storia d’amore artistica. E non a caso dopo aver pubblicato il primo singolo con Pubblicità Riflesso tocchi poi proprio a Splash fare la parte del secondo estratto. Con Dora E Picasso siamo sempre dentro l’arte, un pezzo in cui il riferimento è fatto al ritratto che Picasso fece di Dora Maar; infatti Darman qui lascia andare la mente su ciò che abbia potuto provocare la realizzazione dell’opera con un bel rock ritmato e libero che coinvolge chi ascolta. E mentre con Mayday il rock diventa inquieto come gli artisti che si son piegati ad altro evitando i racconti e le scritture di canzoni sugli amori, con Ardhanarishvara si racconta della donna e dell’uomo e delle loro unioni, anche sessuali, con sullo sfondo un corale giocoso ed un rock altrettanto stimolante già dall’apertura che musicalmente, sembra quella dei primi Black Sabbath, band che ha probabilmente dato esempio anche a Darman. E mentre l’artista calabrese con questo pezzo si lascia alle spalle un rock stimolante, la proposta di Silenzi Dimenticati diventa forse la traccia più interessante di Necessità Interiore perché, nel mentre si narra della necessità di beneficiare spesso del silenzio, probabilmente perché tutti ne abbiamo davvero un po’ di bisogno, la quiete diventa il fondamento di ognuno di noi per riscoprire in realtà quello poi che siamo. Con Tangibile sembra di risentire quei lenti blues del Mississippi elettrici di una volta, un pezzo molto intimista che determina in maniera ben definita la ricerca di ciò che in passato abbiamo vissuto con le persone a noi più care. Ed anche qui, in questo bel pezzo cadenzato, con l’uso dell’elettronica e di un rock che dà puro smalto, Darman riesce benissimo ad intrecciare un testo significativo con una scrittura musicale di tutto rispetto, un brano da ascoltare e riascoltare allo stesso modo di Quotidianità Distorta, un passaggio in cui si parla di donna ed aspirazioni, di voglia di crescita e di lotta con la voce di Caterina Borrelli che, ospitata per l’occasione, riesce ancor di più a fare di questo brano un pezzo forte. E per chi ama i suoni chitarristici questo brano potrebbe essere un incoronamento rock per la presenza di molti riff semplici elementari che Darman propone per innalzare il livello della proposta. Tocca a Deformazioni Assiali la chiusura di questo terzo lavoro di Darman nel quale il cantautore calabrese non si è risparmiato per le proposte diverse presenti in Necessità Interiore. Ed infatti anche questo pezzo di chiusura, pur mancando di un testo, recita il rock e la proposta che Dario Mangiacasale propone al pubblico e che, secondo noi, è ben concepito e realizzato. Ecco perché riteniamo che il voto assegnatogli debba per ora fermarsi lì perché ci aspettiamo nuove sorprese per il futuro.

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