Baba Yoga – L’uomo progressivo

L’uomo Progressivo non è solo un disco eccezionale ma una filosofia che tenta di sostituire l’essere umano …… con Dio. Nomi illustri son stati chiamati ad orchestrare questo splendido concept che pone le basi di un percorso che si muove tra world music e rock.

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London Underground – Four

La Londra che amo, la Londra metropolitana, quella delle tante razze, la Londra dove i veri londinesi sono davvero rari a trovarsi è probabilmente, grazie ai miei soventi viaggi, quella che conosco di più, ma la Londra che adoro, quella che offre tante opportunità di incontri è quella sotterranea, quella composta dalle subway che si intrecciano in colori diversi tra graffiti, murales, i colori delle linee del metrò e qualche gentleman.

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Pip Carter Lighter Maker – Treenity

Non li avevo mai ascoltati questi ragazzi modenesi che sanno come mischiare psichedelia, pop, garage rock, folk ma che hanno un comune denominatore, vale a dire certi amori come quello di Syd Barrett che traspare tutto dai pori di questo CD che ci è giunto. Certo che quel sound da swinging London qui è tutto palpabile come quella primitiva musica che ci riporta indietro a certi Kinks che abbiamo consumato sul piatto del nostro giradischi.

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Kenyon Bunton – This Guy’s Disguised This Sky

Quando certa musica sembra lontana dai nostri ambiti si ha una certa difficoltà ad integrarsi con i messaggi che le nuove sonorità trasmettono. E’ successo anche a noi che di musica ne ascoltiamo tanta ogni giorno, quasi ogni momento potremmo dire, ma quando ci è giunto a casa l’ultimo lavoro di Kenyon Bunton, presi come eravamo da altre personali vicissitudini, abbiamo messo da parte il CD proponendoci di ascoltarlo con attenzione in un successivo momento.

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Paola Tagliaferro – Fabulae

Dopo Chrysalis realizzato insieme a Max Marchini nel 2009, che è un vero e proprio viaggio verso l’origine dell’uomo in cui si fondono paesaggi sonori e ritmi provenienti da tutto il mondo, amalgamati magistralmente con testi profondi nella migliore tradizione di Keats, Byron ed altri come loro, un disco che si pose alla nostra attenzione per le voci straordinarie e meravigliose capaci di dipingere visioni incantevoli di tesori sommersi nell’immensità marina con l’inserimento di una stupenda Poem To A Blue Painting scritta dal grande Pete Sinfield,

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Il Segno Del Comando – L’Incanto Dello Zero

Un viaggio tra dark e progressive che in alcuni momenti richiamano il sound di gente come i Goblin, un incrocio sublime, come sempre, di musica e testi ricercati: questo quello che rende  il nuovo lavoro della band genovese de Il Segno Del Comando una produzione a tutto tondo, come solo loro sanno fare.

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