Leda – Memorie Dal Futuro

Con Memorie Dal Futuro oltre ad esordire i Leda, che potremmo dire essere già una bella band marchigiana matura, esordisce anche l’etichetta discografica Il Piccio Records, che ha fiutato un lavoro capace di sorprendere ed impressionare

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The Cure – Bloodflowers

La prima cosa che colpisce di questo Bloodflowers dei The Cure, pubblicato nel 2000, è la forte presenza di atmosfere acustiche che portano i vari brani che compongono l’album verso atmosfere tranquille e quasi rilassate.

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Alosi – 1985

Il rock di Alosi è subito riconoscibile perché ci porta indietro nel tempo; l’attacco del suo esordio da solista con questo album uscito da poco, 1985, è deflagrante come una meteora caduta sulla nostra innocenza.

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Fabio Zuffanti – In/Out

Fabio Zuffanti è l’uomo del progressive italiano, le sue esperienze lo hanno condotto ad essere un attento osservatore di quanto lo circonda in campo musicale. Ideatore di progetti che portano il nome di La Maschera Di Cera, Höstsonaten, Rohmer, laZona, Aries, La Curva Di Lesmo, L’Ombra Della Sera, Quadraphonic, R.u.g.h.e,

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The Cure – Wish

Dopo la pubblicazione del mini live Entreat di cui abbiamo precedentemente parlato, l’anno successivo, nel 1992, è la volta di  Wish che giunge in un periodo in cui il grunge stava assumendo connotati epocali grazie a tante di quelle band che poi, di lì a poco, si sarebbero definitivamente affermate sia sulla scena americana, dalla quale la maggior parte proveniva, ma anche a livello internazionale.

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THE CURE – Wild Mood Swings

Wild Mood Swings giunge a noi dopo ben tre dischi live prodotti dalla band di Robert Smith usciti tutti nel 1993: Show, Sideshow e Paris ed arriva accolto da un assoluto silenzio sia da parte del pubblico che della stampa specializzata.

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Museo Rosenbach – Zarathustra

Quello di cui vi parleremo è un vero gioiello della musica progressiva italiana degli anni settanta. Nonostante l’età, Zarathustra, del Museo Rosenbach, resta uno dei migliori dischi sia per l’originalità ch pere la creatività di cui è intriso, un disco che pur vicino alla musica rock non dimentica gli stili di un classicismo di prim’ordine.

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The Cure – Entreat

Ci sono dei colleghi con i quali discuto spesso di musica e con molti di loro ci sono delle divergenze di opinioni che riguardano, in particolar modo, il fatto che purtroppo sono in tanti ad avere l’opinione che i dischi registrati in studio dimostrano effettivamente le capacità musicali delle band.

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