Steve Hackett – At The Edge Of Light

Se il rock progressive sembra stia conoscendo una nuova età, alcuni dei musicisti che hanno da sempre calcato quelle scene sembrano invece dimostrare che per realizzare degli ottimi lavori l’età non serve. E’ quanto sta accadendo ad un certo Steve Hackett che sembra non abbia mai perso, finora, la voglia di realizzare musica anche se a volte questa appare non proprio all’altezza del personaggio musicale che Hackett rappresenta.

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Greenslade – Greenslade

Questo album dei Greenslade che ci accingiamo a recensire, è probabilmente l’album che mette a fuoco, più degli altri, le abilità musicali e canore delle band inglese, una delle migliori del periodo, anche se non ebbe la fortuna di quel successo commerciale raggiunto da altre.

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Khan – Space Shanty

Si può in un solo disco avere tutto il progressive di Canterbury? Ebbene, questo è proprio il caso dei Khan; infatti con un unico LP pubblicato nel 1972, Space Shanty, la band inglese fu capace di realizzare una di quelle opere che restano a tutt’oggi incontrastate nel campo della produzione canterburyana.

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Gentle Giant – Three Friends

Three Friends quale terzo album prodotto dai Gentle Giant è un concept ben confezionato, ma è anche la prima produzione della band uscita sul mercato statunitense tant’è che all’epoca si classificò alla 197° posizione nella classifica Billboard 200.

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Hatfield and the North – The Rotters’ Club

Partiti con il mancato successo commerciale del primo disco, Hatfield and the North, prodotto dalla Virgin Records e pubblicato nel 1974, la band di Richard Sinclair & C. non si perde d’animo e si butta a capofitto in quello che resterà, comunque, uno dei migliori album di tutti i tempi della cosiddetta scena di Canterbury.

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Gnidrolog – Lady Lake

Capita spesso che le band capaci di lasciare il segno abbiano alle loro spalle la produzione di uno o due album. Ed è così che oggi, ci dedichiamo ad analizzare una delle proposte più interessanti degli anni ’70 in chiave prog.

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Steve Hackett – Voyage Of The Acolyte

Grande esordio solistico di Steve Hackett che pur avvalendosi dell’apporto di alcuni Genesis, come si nota dalla presenza in questo lavoro di alcuni dei membri della band, produce un lavoro già di per sè fantastico e che anticipa alcune delle sonorità che lo vedranno impegnato in futuro quando abbandona il gruppo di Gabriel and C.

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Beggars Opera – Waters Of Change

C’è da dire che su questa band ed in particolare su questo album, Waters Of Change, prodotto nel 1971 per l’etichetta Vertigine, le opinioni sono davvero contrastanti. E non c’è di meglio che iniziare una recensione andando a recuperare quel vinile ormai del tutto dimenticato ma che ha comunque qualcosa che ci riporta ai sogni fatti quando eravamo più giovani.

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Spring – Spring

Ma è davvero sufficiente la produzione di un solo album per entrare nella storia? Quante sono le band e gli artisti che dopo la prima pubblicazione si sono volatilizzati nel nulla pur avendo comunque lasciato tracce indelebili nella musica rock?

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