The Flaming Lips – Telepathic Surgery

Il ritorno dei Flaming Lips in questo 2019 viene celebrato con l’uscita di King’s Mouth, pubblicato il 19 luglio scorso, probabilmente in occasione del loro ventiseiesimo di attività, un disco dove si concentrano tutte quelle che sono le varie anime di questa band che non si lascia etichettare facilmente per il rock che propone.

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Renaissance – Ashes Are Burning

I Renaissance hanno una lunga storia che dura ormai da ben cinquant’anni a partire dalla stessa fondazione della band risalente al 1969. Insomma, un po’ come se fossero sbarcati sulla luna anche loro prima che lo facesse, sempre in musica, un certo David Bowie con il suo Major Tom.

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Steve Hackett – At the edge of light – 2019

Dopo aver pubblicato nel 2017 The Night Siren, il poliedrico chitarrista Steve Hackett, con un piede sempre in atmosfere tipiche dei Genesi dei quali, nel quarantennale della pubblicazione, propone il tour “Steve Hackett 2019 Genesis Revisited – Touring Selling England By The Pound & Spectral Mornings & Album Highlights” c

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Ragnarök – Ragnarök (1976)

Con un suono interamente strumentale, intriso di atmosfere che inglobano progressive, folk e jazz, i Ragnarök sembrano strizzare l’occhio al sound canterburyano che ha fatto scuola. Ma anche loro, in terra svedese non sono da meno.

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Colin Spring – How I Came To Cry These Tears Of Cool

Quando a qualcuno di voi capiterà di mettere nel lettore questo cd di Colin Spring gli verrà naturale sedersi in poltrona, chiudere gli occhi ed immaginare di trovarsi in quelle lunghe strade che negli States percorrono i deserti dell’Arizona settentrionale, o magari di prendere la chitarra acustica e strimpellare qualcuna di quelle canzoni che non hanno tempo.

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Kenyon Bunton – This Guy’s Disguised This Sky

Quando certa musica sembra lontana dai nostri ambiti si ha una certa difficoltà ad integrarsi con i messaggi che le nuove sonorità trasmettono. E’ successo anche a noi che di musica ne ascoltiamo tanta ogni giorno, quasi ogni momento potremmo dire, ma quando ci è giunto a casa l’ultimo lavoro di Kenyon Bunton, presi come eravamo da altre personali vicissitudini, abbiamo messo da parte il CD proponendoci di ascoltarlo con attenzione in un successivo momento.

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