Ragnarök – Ragnarök (1976)

Con un suono interamente strumentale, intriso di atmosfere che inglobano progressive, folk e jazz, i Ragnarök sembrano strizzare l’occhio al sound canterburyano che ha fatto scuola. Ma anche loro, in terra svedese non sono da meno.

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Colin Spring – How I Came To Cry These Tears Of Cool

Quando a qualcuno di voi capiterà di mettere nel lettore questo cd di Colin Spring gli verrà naturale sedersi in poltrona, chiudere gli occhi ed immaginare di trovarsi in quelle lunghe strade che negli States percorrono i deserti dell’Arizona settentrionale, o magari di prendere la chitarra acustica e strimpellare qualcuna di quelle canzoni che non hanno tempo.

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Kenyon Bunton – This Guy’s Disguised This Sky

Quando certa musica sembra lontana dai nostri ambiti si ha una certa difficoltà ad integrarsi con i messaggi che le nuove sonorità trasmettono. E’ successo anche a noi che di musica ne ascoltiamo tanta ogni giorno, quasi ogni momento potremmo dire, ma quando ci è giunto a casa l’ultimo lavoro di Kenyon Bunton, presi come eravamo da altre personali vicissitudini, abbiamo messo da parte il CD proponendoci di ascoltarlo con attenzione in un successivo momento.

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Spok’s Beard – Noise Floor

Tredici album in studio per la band americana che con l’uscita di questo nuovo Noise Floor rafforza l’idea che gli Spok’s Beard sono una delle band di neo progressive che finora non hanno deluso le attese anzi, gli americani stavolta fanno davvero il botto.

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Paolo Baltaro – Live Pillheads

Dopo aver ricevuto il disco direttamente dalla Banksville Records di Londra, che sinceramente non avevo ancora ascoltato per questioni di tempo, mi ci ritrovo con un’ulteriore proposta di recensione del mio amico Marcello con il quale abbiamo scambiato un po’ di chiacchiere qualche giorno fa alla stazione centrale di Milano.

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