The Flaming Lips – Telepathic Surgery

Il ritorno dei Flaming Lips in questo 2019 viene celebrato con l’uscita di King’s Mouth, pubblicato il 19 luglio scorso, probabilmente in occasione del loro ventiseiesimo di attività, un disco dove si concentrano tutte quelle che sono le varie anime di questa band che non si lascia etichettare facilmente per il rock che propone.

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Steve Hackett – At the edge of light – 2019

Dopo aver pubblicato nel 2017 The Night Siren, il poliedrico chitarrista Steve Hackett, con un piede sempre in atmosfere tipiche dei Genesi dei quali, nel quarantennale della pubblicazione, propone il tour “Steve Hackett 2019 Genesis Revisited – Touring Selling England By The Pound & Spectral Mornings & Album Highlights” c

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Clinic – Wheeltappers And Shuters

La musica dei Clinic, band proveniente da quella Liverpool che ha sfornato diversi musicisti iconici, è un rock psichedelico che musicalmente ha alcune somiglianze ai gloriosi Velvet Underground, perché enigmatici e coinvolgenti quanto basta a renderli ormai una certezza.

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Pip Carter Lighter Maker – Treenity

Non li avevo mai ascoltati questi ragazzi modenesi che sanno come mischiare psichedelia, pop, garage rock, folk ma che hanno un comune denominatore, vale a dire certi amori come quello di Syd Barrett che traspare tutto dai pori di questo CD che ci è giunto. Certo che quel sound da swinging London qui è tutto palpabile come quella primitiva musica che ci riporta indietro a certi Kinks che abbiamo consumato sul piatto del nostro giradischi.

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Kenyon Bunton – This Guy’s Disguised This Sky

Quando certa musica sembra lontana dai nostri ambiti si ha una certa difficoltà ad integrarsi con i messaggi che le nuove sonorità trasmettono. E’ successo anche a noi che di musica ne ascoltiamo tanta ogni giorno, quasi ogni momento potremmo dire, ma quando ci è giunto a casa l’ultimo lavoro di Kenyon Bunton, presi come eravamo da altre personali vicissitudini, abbiamo messo da parte il CD proponendoci di ascoltarlo con attenzione in un successivo momento.

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Crayola Lectern – Happy Endings

Chris Anderson, in arte Crayola Lectern, chiude il 2018 con una produzione che lascia senza fiato per la dolcezza delle liriche. E sembra proprio che la bellezza di questo lavoro sia poi il risultato di una follia compositiva che, se in Cage ha un esempio qui si completa riflettendosi in quella follia di un Erasmo da Rotterdam che si presenta a noi attraverso la bellezza compositiva di Happy Endings.

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