The Cure – Three Imaginary Boys

Tra post-punk e new wave il ritorno dei The Cure è uno tra quelli più attesi del 2019. Ed è proprio in attesa di Robert Smith & C. che ci prendiamo la libertà di ripercorrere la loro carriera attraverso i dischi che recensiremo qui cercando, per quanto possibile, di condurre i nostri lettori in quel viaggio che, più di una volta, attraverso l’ascolto (ed un lontanissimo 30 novembre 1987 al Palasport di Firenze che ci riporta davvero al glorioso passato) abbiamo fatto con vero entusiasmo.

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Eraldo Bernocchi – Rosebud

Eraldo Bernocchi per questo suo Rosebud, dopo aver coinvolto nel proprio progetto il percussionista degli Einsturzende Neubaten, FM Einhet, e la violoncellista inglese Jo Quail, produce con questo nuovo lavoro qualcosa di unico

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Zeffjack – Friendless

Se qualcuno di voi avesse voglia di ascoltare della musica che viaggia tra rock, new wave e punk, e comunque musica fatta con l’anima, questo allora è il disco giusto. Anzi, aggiungiamo che le correnti di questa loro interpretazione sembrano sfociare in quella spiccata psichedelìa che successivamente ha tentato di trasformarsi in qualcosa di più complesso.

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Patti Smith – Easter

Easter è il terzo album della poetessa cantante Patti Smith, un album che la consacra a livello mondiale facendola così entrare nella storia quale icona della scena rock. Eh si, perché Easter è uno degli album più importanti mai realizzati, un album che merita il posto all’interno non solo delle discografie ma di un museo visivo ed auditivo.

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Fugazi – End Hits

I Fugazi, ormai lo sappiamo, sono una delle band fondamentali del rock. Lo sono state sia in passato, lo sono anche nel presente e lo saranno anche nel futuro considerato che da loro scaturiranno poi grandi nomi come quello dei Clash

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Fugazi – Red Medicine

La musica di questo lavoro dei Fugazi non ha bisogno di presentazione, infatti ascoltando il disco lo si capisce subito che questo è il lavoro che impone alla band quella svolta definitiva che già era nell’aria.

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